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All’Ufficio Tributi del

                                                                                              Comune di  CASTELVETRANO

 

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DELL’ATTO DI NOTORIETA’

(ART. 47,  D.P.R. 445/2000)

DA PRESENTARSI ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

 

IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI – ESENZIONE ICI

IMMOBILI CONCESSI IN USO GRATUITO A PARENTI IN LINEA RETTA FINO AL 2° GRADO

 

Il sottoscritto ________________________________nato a ______________________( ____) il _________

C. Fisc. ________________________________________________________________________________

Residente in ______________________________ via____________________________________ n. _____

Ai sensi dell’art. 2  del Regolamento comunale per la disciplina dell’imposta comunale sugli Immobili;

Consapevole delle responsabilità penali in caso di false dichiarazioni, ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. 28.12.2000, N.445;

DICHIARA

 

 

Ai fini dell’esenzione ICI di aver concesso a ___________________________________________________

Residente a Castelvetrano,  via____________________________________________________n.______

Grado di parentela _______________________________C.Fisc ___________________________  L’immobile sito in Castelvetrano,  via ____________________________________n.______identificato al catasto fabbricati con gli identificativi catastali qui di seguito indicati:

ABITAZIONE PRINCIPALE:

 

FOGLIO

MAPPALE

SUB.

CATEGORIA

% POSSESSO

 

 

 

 

 

 

PERTINENZA (l’esenzione si estende al massimo a due  pertinenze):

 

FOGLIO

MAPPALE

SUB.

CATEGORIA

% POSSESSO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In uso gratuito dalla data del _____/ _____/______

 

N.B. La presente dichiarazione va presentata insieme  alla dichiarazione di variazione redatta con l’apposito

modello ministeriale.

 

 

 

_________________________                                                                    ____________________________

            (luogo e data)                                                                                            (firma)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dichiaro di essere informato, ai sensi e per gli effetti di cui all’art.13 del D.Lgs. 196/03 saranno trattati e potranno essere comunicati ai soggetti previsti per legge, anche con strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa e che anche su di essi è possibile esercitare il diritto di accesso ai sensi dell’art.7 del citato Decreto legislativo n. 196/2003. Responsabile del trattamento è il Responsabile dell’Ufficio Tributi.

 

 

           

 

 

____________________________

            (luogo e data)                                                                                           (firma)

 

 

 

Ai sensi dell’art. 38 del D.P.R. 28.12.2000, n.445

 

a)      nel caso la presente dichiarazione venga presentata direttamente dal dichiarante all’Ufficio Tributi dovrà essere sottoscritta alla presenza del dipendente addetto a riceverla;

b)      nel caso in cui venga inviata per fax, posta allegare una fotocopia del documento di identità in corso di validità del dichiarante sottoscrittore.

 

 

PARTE RISERVATA ALL’UFFICIO:

 

Ricevuto il _________________________________

 

Consegnato da ______________________________ Documento: _________________

 

Numero____________________________

 

L’addetto allo sportello Timbro/Sigla:

___________________________________________________________________________

 

 

 

 

Pane nero di Castelvetrano

E’un tipo di pane di antica tradizione, realizzato con la farina di un grano raro, detto “tumminia” ( termine dialettale che deriva dal greco “trimenaios”, grano a ciclo trimestrale seminato a marzo) o “grano marzuolo”, particolarmente duro e a ciclo breve, caratterizzato da cariossidi scure e cristalline, miscelate insieme a farina di grano duro siciliano, macinate in mulini a pietra naturale. La farina viene lavorata con acqua, sale di Trapani e lievito naturale ( detto “lu crescenti”). I pani vengono quindi cotti in forni in pietra con legna di ulivo. Il prodotto è compatto, atto ad una lunga conservazione.

Il prodotto si presenta a forma di pagnotta (“Vastedda”) o a “zampa di bue” (“cuddura”), del peso tradizionalmente di 1 kg e con un diametro di 20-30 cm ed uno spessore di 8-10cm. La superficie è di colore scuro (caffè) e viene parzialmente coperta di sesamo. Anche l’interno è di colore scuro, con mollica dal sapore dolce.

La Storia del Pane Nero di Castelvetrano

Il pane fece la sua prima comparsa in Egitto, furono proprio gli egiziani che scoprirono per gradi le tecniche fermentative dopo essersi accorti che la pasta fresca avanzata e lasciata casualmente per qualche tempo a contatto con l`aria si inacidiva ed aumentava di volume. Tale tecnica fu acquisita successivamente dai greci e venne trasmessa nella nostra isola quando questi la colonizzarono. In Sicilia si produce esclusivamente grano duro, quindi anche il pane veniva fatto con questo tipo di frumento. Nei paesi della Valle del Belice si coltivava oltre alla "Russulidda" (tipico grano duro maggiormente in uso in tutta la Sicilia) la "Tumminia". Questi era di piccole dimensioni, più scuro e con una bassa resa; il pane di "Tumminia" era di colore scuro ma era più gustoso e si manteneva morbido per parecchi giorni, per questo motivo le massaie preferivano panificare con questa farina durante il periodo estivo (le elevate temperature favoriscono infatti l`indurimento precoce del pane). Oggi questa varietà di frumento è stata soppiantata da altre con più alta resa. La panificazione con la farina di "Tumminia" è in disuso ma viene effettuata ancora con i metodi tradizionali grazie all`abilità di poche persone anziane e si può trovare ancora nei paesi della Valle del Belice ed in particolare a Castelvetrano. La pezzatura del pane variava rispetto ai nostri giorni: si dava il nome di "pani" se aveva la forma circolare e pesava circa 2 chili, "vastedda" sempre di forma circolare ma con pezzatura di 1 chilo, seguivano poi le "cuddure" (pane della pezzatura di mezzo chilo) e le "cudduredde" (di circa 150 - 200 grammi). Se la farina era ricavata da frumento nuovo si confezionavano le "cuddure" a "pedi di voi" (simili al piede di un bue), forse per devozione, ma probabilmente come segno di riconoscenza verso quell`animale che aiutava a solcare la terra.

Azioni sul documento

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centro internazionale di poesia città di Castelvetrano-Selinunte

 

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