ADESIONE ALL’ASSOCIAZIONE CITTÀ DEL PANE
Il comune di Castelvetrano aderisce all’ “Associazione nazionale Città del Pane”, un’associazione che raccoglie 44 comuni italiani di 15 regioni, interessati alla valorizzazione dei pani tipici legati al territorio ed alla tutela della qualità del pane.
L’Associazione non ha fini di lucro e persegue i seguenti obiettivi:
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Promuove il riconoscimento e la valorizzazione dei pani e di tipologie specifiche di pane legate a determinati territori;
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Opera in collaborazione con i panificatori e con gli enti pubblici e strumentali competenti, per la maggior tutela della qualità del pane e delle risorse storico e culturali ad esso legate;
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Coordina manifestazioni promozionali, tecniche e culturali sul pane e l’ospitalità, realizza materiale documentario e promozionale ( diverso per target ed obiettivi) per favorire la conoscenza del pane (dal punto di vista storico, culturale e tecnico), delle sue lavorazioni naturali, dei territori che vantano documentata tradizione panificatoria;
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Stimola la diffusione della cultura del pane, anche attraverso la creazione di un centro di documentazione, di convegni, manifestazioni espositive e simili sul prodotto e le sue suggestioni;
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Promuove la valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche, artistiche storiche e culturali dei territori che verranno a far parte dell’Associazione;
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Costituisce una rete di collaborazione e di solidarietà tra gli associati, per favorire l’animazione territoriale e lo sviluppo economico e sociale.
L’Associazione ha sede ad Altopascio in provincia di Lucca.
Il Comune di Castelvetrano ha aderito all’Associazione con Deliberazione di Giunta Municipale n. 331 del 11/11/2002.
IL PANE NERO DI CASTELVETRANO
Per specificare il prodotto per il quale il comune aderisce ad una associazione di città, in questo caso il pane, vanno esposte le sua qualità particolari (varietà, lavorazioni, differenze, anche tecnologiche), la maniera per riconoscerlo e apprezzarlo (accoppiamenti con vini, olio, companatici tradizionali locali, ricette) musei o strutture visitabili (generici, come quelle della civiltà contadina, o specifici con antichi forni, mulini ecc), un glossario, scuole per intraprendere la professione di panificatore o corsi di degustazione.
Dove
la “fascia del sole” é più forte ed abbagliante, dove i colori,
i sapori, i profumi esplodono e confondendosi suscitano forti
sensazioni e struggenti emozioni. Solo qui, in Sicilia, a
Castelvetrano, poteva nascere il "Pane nero di Castelvetrano".
Dono degli Dei benevoli, o invenzione degli antichi abitanti della
mitica Selinunte, questo alimento é giunto fino a noi, dopo
millenni, intatto nella sua essenza, testimone e reperto della più
rande civiltà del passato.
La sua composizione é una miscela di
farine di grani duri autoctoni, moliti a pietra, tra cui spicca,
ormai rara e preziosa, la varietà dalle cariossidi scure e
cristalline, ricche del tipico sapore sfumato di dolce e dei mille
inebrianti aromi delle terre arse mediterranee. I forni di cottura,
pure di pietra, sono ancora alimentati con le fronde di ulivo,
quell’ulivo della locale cultivar "Nocellara del Belice",
che qui produce da sempre “l’oro verde del Belice”, uno degli
oli extravergini più pregiati al mondo e la sola oliva da mensa DOP
europea. La lievitazione é lunga, naturale e conferisce al “pane
nero di Castelvetrano” compattezza e struttura per consentirgli una
lunga conservazione ed un continuo affinamento qualitativo che lo
rende sempre più gradevole con il passare del giorni. Questo é il
“pane nero di Castelvetrano”, nella sua forma classica, “la
vastedda”, il suo colore “nero” di caffè tostato su cui brilla
quel sesamo a cui, novelli Aladino del 2000, basta dire "Apriti"
per scoprire e gustare uno dei tesori più antichi e nascosti di
Sicilia, terra senza età, terra di Dei benevoli.
